Rieccomi con enoooorrrmee ritardo a scrivervi delle mie peripezie! Ahime' la connessione in Mongolia era davvero lentissima e impiegavo vari minuti solo per aprire la pagina della posta, figurarsi il blog!!!
Ma ripartiamo da dove vi avevo lasciati.......la fredda, freddissima Siberia a "primavera"... Arrivata a Irkutsk mi sono sentita vagamente gelare e cosi' ho chiesto quale fosse la piacevolissima temperatura del giorno... MENO DIECI GRADI!!! Ahi ahi!!! Povere le mie mani! Che dire di Irkutsk? Io la definirei una porta verso l'Oriente, quello lontano. Qui cominciano a vedersi i primi occhi a mandorla e si respira un'atmosfera completamente diversa. Irkutsk e' una specie di cittadina di frontiera, dove la modernita' ha ricoperto come un velo il vecchio e il fatiscente, che pero' rimangono sempre visiBBoli nelle vecchie case di legno tutte storte, con gli infissi rotti e le tegole cadenti. Il fango si confonde con la neve...ma le russe imperterrite camminano con i tacchi a spillo, perche' la moda viene prima del pronto soccorso!!! Cosi' facendo, devo dire, hanno acquisito notevoli doti da equilibriste pattinatrici!!!
Uno dei mix piu' stravaganti che mi sia capitato di incontrare e' una coppia in partenza che incontro nell'ostello (dove alloggiano, oltre me, altre 3 persone!!!): una tedesca vissuta in giappone insieme ad un sudcoreano, in viaggio verso la Germania...parlanti tra di loro giapponese.. Ecco, questa e' l'atmosfera a Irkutsk, tra l'assurdo e il reale!! Con loro, non poco appariscenti nel contesto, ho fatto un salto al mercato, un brulichio di persone, frutta, noci, vestiti, occhi a mandorla a volonta' e.......naturalmente pasta!! La pasta e' ovunque!! Mi perseguita!!! Spinta da un desiderio atavico, ho comprato qualche ingrediente di infimo livello, con cui ho cucinato a due compagni di ostello la pasta piu' schifosa che un'italiana possa avere gli incubi di cucinare! Certo che con pasta russa, salsa di pomodoro scaduta (ho scelto accuratamente quella scaduta da meno tempo!), burro a pochi centesimi per non comprare una bottiglia d'olio e formaggio acido...non si poteva sperare di meglio!...ehm!
La perla della Siberia e' naturalmente un'altra...l'enorme lago Baikal!!! Insieme ad un insperato compagno di viaggio brasiliano, saltiamo su un minibus verso Lystvyanka, a un'oretta di distanza.........e.......BUM! Il minibus si ferma in mezzo al nulla, rotto!!! Dopo che tutti gli occupanti sono scesi, io e Joao ci guardiamo...e capiamo che qualcosa non va! Alla fine arriviamo a destinazione, ci sistemiamo in una guesthouse sorprendendo colei che la gestisce (forse non si aspettava ospiti!)....e andiamo verso di lui...il Baikal.
Esteso a perdita d'occhio, completamente ghiacciato, senza fine, il lago Baikal si confonde con l'orizzonte e lascia un senso di piccolezza e di insignificanza, di fronte a tanta vastita'.... All'inizio ci avviamo cauti sulla sua superficie...oltrepassiamo una sporgenza rialzata dove l'acqua arriva in superficie (GULP!) e camminiamo verso un infinito bianco e...scivoloso! Forse si puo' riassumere quest'esperienza unica in un'espressione: AGGHIACCIANTEMENTE CONGELANTE! Forse non e' molto poetico...pero' vi assicuro che il freddo che fa ghiacciare le mani appena tolti i guanti e l'immaginare di camminare sopra al lago piu' profondo del mondo fa un certo effetto!! Da una parte, la sponda, da cui arriva l'aroma di Oml, il tipico pesce del Baikal; voltando la testa da un'altra parte, una barca che poggia sul lago (!!!); voltando ancora, in fondo si scorgono delle punte di montagna...infine, l'infinito nulla cechoviano davanti a noi...
Per un attimo tratteniamo il respiro e poi, prendendo confidenza a poco a poco...ci lanciamo in scivolate estreme, balli e persino salti sul ghiaccio! Joao infine commette una vera e propria pazzia...e si sfila la maglietta sul lago, rischiando di congelare!!! Io naturalmente porto sul lago...il Beppe!!! Che il ricordo del nano sia sommerso in queste acque gelide!
...che dire...mica capita tutti i giorni di camminare con un bel brasiliano...SOPRA a un lago! Comincia a nevicare e il giorno dopo il lago cambia di nuovo aspetto...diventando tutto bianco, con un unico alberello che spunta dalla riva...e un bambino che percorre la via principale, deserta, che conduce chissa' dove nella nostra immaginazione...
Ma non finisce qui!!!... Dopo il ritorno in autostop e la serata all'insegna della vodka con i russi dell'ostello... il treno riparte con destinazione Ulan Bator!!! La terra mongola si avvicina...e la curiosita' cresce a dismisura!






