sabato, 29 aprile 2006

Shanghai. In poche parole, Shanghai e' La Metropoli, la Grande Mela d'Oriente, il mostro tentacolare che allarga sempre piu' le sue braccia fatte a forma di grattacieli. Di giorno, anche se i polmoni all'inizio non lo percepiscono, sulla strada piu' famosa della citta' lungo il fiume Huangpe, il Bund, gli occhi vedono quanto il grigiore avvolga gli immensi, modernissimi edifici che si trovano sulla Manhattan di qui, dall'altra parte di quello che e' la copia del Bi Ben di Londra...... E' sempre lui, lo SMOG, quello che ci asfissia ogni giorno di piu' e che la Cina produce in immense, crescenti quantita'.

Shanghai puo' piacere o non piacere, dipende dalla persona: e' il paradiso degli architetti, l'inferno degli ambientalisti, l'apoteosi dell'individualismo, l'apogeo della frenesia consumistica. Shanghai non sa di Cina, a parte i caratteri cinesi che si vedono ovunque: Shanghai e' l'Occidente. Un Occidente trapiantato in Oriente, curioso esperimento chirurgico ahime' fin troppo riuscito, dove la globalizzazione e' la parola d'ordine e tra McDonalds, Starbucks, Pizza Hut, Haagen Daaz e quant'altro, non si sa piu' dove voltarsi per trovare qualcosa di minimamente aumentico, o per lo meno tipico!

Ma non bisogna disperare...Shanghai nasconde anche degli angolini piacevoli, come i giardini Yu, nella cosiddetta citta' vecchia (resa modernamente vecchia per i turisti che vi accorrono in massa). Ovviamente i giardini sono a pagamento, perche' un pezzo di pace si paga caro a Shanghai.

Quel che e' certo, e' che Shanghai, che piaccia o meno, sta per forza stretta. Il primissimo impatto, soffocante, e' una questione puramente numerica: SONO TROPPI!!!!!!! La quantita' di gente che ti avvolge, travolge e sconvolge appena esci dalla stazione centrale e' indefiniBBoli, allucinante, esagerata!!! La gente affolla ogni luogo, ogni angolo, ogni marciapiede e panchina della citta'...per non parlare dei treni!! Oggi ho commesso il tragico errore di volermi recare a Hang zou a passare qualche ora rilassante in riva al famoso West Lake che si trova laggiu', a non piu' di una-due ore da Shanghai. Gia'...ma dipende dal treno!! Fare i biglietti del treno e' tutt'altro che semplice! Finora mi era andata abbastanza bene: avevo sempre trovato in fila qualcuno che mi aiutasse a chiedere il biglietto in cinese (come al solito avere un bigliettino risolve l'1% dei problemi!) e avevo sempre ottenuto informazioni corrette. Ma non oggi! Oggi ci ho messo tre ore a sorpresa per arrivare a Hangzou, pressata tra cinesi che mi si sedevano sopra, e io che quasi mi sedevo sopra a loro (per giunta non avevo la prenotazione del posto!). ALTRO che i treni affollati come li intendiamo noi in Italia. Quello e' puro lusso, perche' almeno c'e' posto per sedersi per terra! Ma in Cina no, in Cina sono in tanti e lo sanno...e il problema del posto, e anche dell'angolo del non-posto, soprattutto in tali grandi distanze, si fa vitale! La metropolitana miete la maggior parte delle vittime. Quando il vagone e' vuoto, la gente si affolla stretta stretta davanti alla porta, senza che passi uno spiraglio di luce tra un corpo e l'altro...e quando le porte si aprono....e' come una diga che crolla, e la piena investe in pieno il vagone e qualunque cosa si trovi nel passaggio! Non mancano spintonate, calpestamenti, sgomitate volute e applicate come una necessita' per sopravvivere! In questo periodo, poi, tutta la Cina e' in movimento, perche' dal primo Maggio comincia ufficialmente la settimana di vacanza per....TUTTI! O per lo meno molti (che non e' poco!). Per fortuna come sempre esistono due Cine, quella sorda e di corsa della citta', e quella della gente che torna a casa, al villaggio, e che divide con gli altri cibo e spazio, ben sapendo che di spazio ce n'e' poco per tutti, quindi tanto vale essere gentili e aiutarsi a vicenda.

Non mancano episodi di solidarieta' in treno, dove mi lasciano sedere, la gente prende in braccio i bambini, i vecchi vengono rispettati sugli autobus e in generale regna il sorriso e la voglia di chiacchierare. Oggi, sul treno, sono sempre stata l'unica occidentale! Mi sembrava di essere un piccolo naufrago in mezzo all'oceano, senza segni di terra in vista!!!

Ieri e' stata una giornata piu' piacevole, tra giardini, tappa in universita' e tempo passato in compagnia di cinesi conosciuti qua e la' per la citta': un dottore che parlava francese, una ragazza che come nome occidentale aveva scelto proprio il mio, con cui sono stata a mangiare piatti tipici che non saprei descrivere (tra cui un dolce ai gusti di papaya, riso, mango e cocco..GNAM!), e con cui le conversazioni sono state molto interessante.

Mi colpisce la generosita' di questa gente, sempre pronta a dividere quello che ha da mangiare, o ad aiutarti, se capisce la lingua, a trovare la strada o risolvere qualsiasi problema. Tutti a parte il personale del Captain Hostel, che sconsiglio a tutti (a parte per l'ottima posizione!).

Se ora mi sono un po' abituata a questa Shanghai di squali, un inferno di persone, rumori assordanti, venditori, il primissimo impatto e' stato tremendo. Mi aggiravo per la via principale della citta', cosparsa di negozi aperti tutti i giorni fino a tardi e di edifici imponenti con illuminazioni incrediBBoli....e mi sentivo...totalmente alienata. Si', proprio alienazione! Nel mezzo del trambusto di colori e suoni, potevo scorgere chiaramente le due Cine nuovamente a confronti, il contrasto tra due opposti che a Shanghai raggiungono gli estremi di ricchezza e poverta'. Nel pieno del boom economico, i barboni sembrano degli alieni capitati per sbaglio nel posto meno adatto... Uno di questi mi ha fatto una pieta' tremenda, malandato, vecchio, zoppicante, tra una marea di gente che lo sfiorava senza nemmeno degnarlo di uno sguardo, senza vederlo, persa com'era nello shopping frenetico.

Sono andata a comprargli un panino, angosciata, pensando a come potesse essere finito sul lastrico. Pareva anziano, forse sui settanta, forse uno di quelli che ha vissuto durante la gioventu' gli anni piu' duri della repressione della Rivoluzione Culturale, che e' stato mandato a lavorare nei campi, proprio li' a Shanghai, quando ancora non era nulla di tutto questo. Probabilmente ha sofferto molto, non ha potuto ricevere un'educazione, e poi dopo era troppo tardi: occorreva certamente guadagnarsi da vivere, lavorare, sempre piu' emarginato quanto piu' la citta' cresceva, si sviluppava, e cambiava alla velocita' della luce. E di colpo, vecchio, senza un'educazione, si ritrova in un mondo in cui non conta piu' niente, soprattutto lui, uno senza diritti di pensionamento come tutti i contadini, senza piu' una famiglia... Come puo' sentirsi un uomo cosi', oggi, uno che ha visto Shanghai prima, e la vive anche oggi, da povero? Penso questo mentre gli porgo il panino e lui comincia a cantare come una litania. Penso ancora a questo quando poco piu' in la' mi fermo a osservarlo, e commossa, vedo di quanta solidarieta' sia capace un uomo che non ha niente, e che, pur affamato, preferisce dividere il panino con un altro povero subito dopo.

Questa e' la via principale di Shanghai, la stessa via dove al mattino presto, quando e' ancora semi-deserta, si vedono gruppi di persone che ballano in maniera a dir poco ridicola, seguendo lezioni di ballo (singolo o a coppie), tai chi o danze con il ventaglio! La gente qui vive le piazze, le strade! Sara' perche' sono gli unici posti dove trovano ancora abbastanza spazio?

In attesa di scoprire la risposta su questo e molti altri quesiti ancora irrisolti sulla Cina...vi mando un abbraccio! Saluto la Cina domani...e comincera' un nuovo capitolo: Berlino!

Prossimamente la sezione fotografie ;)

Pulcia

postato da: viagginpulcia alle ore 17:59 | Permalink | commenti (1)
Commenti
#1    02 Maggio 2006 - 14:14
 
Bellissimo viaggio Pulcia, buona Berlino ora e... welcome back to Europe!!!

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